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Calciomercato Milan: tra dichiarazioni e voci, come cambia la probabile formazione

Il Milan inizia a cambiare e sono già molte le novità in rosa: agli acquisti di Bertolacci, Bacca e Luiz Adriano, si aggiungono i ritorni sottolineati ieri in conferenza stampa, cioè Niang, Verdi e Matri e un trentunesimo giocatore non nominato da Berlusconi ma che, a detta di Di Marzio e in base alle voci che circolano da giorni, dovrebbe essere Josè Mauri.

La conferenza stampa di ieri ha dato numerosi spunti di riflessione, ripresi oggi dai giornali.

Secondo  quanto aveva scritto la Gazzetta dello Sport qualche giorno fa, Mihajlovic vorrebbe avere in rosa 3 portieri, 9 difensori, 6 centrocampisti e 7 attaccanti. 25 giocatori dunque, obiettivo numerico confermato ieri da Berlusconi. Da tempo tutti i maggiori media sportivi e il canale ufficiale del Milan (Milan Channel) indicano il 4-3-1-2 come modulo base della prossima stagione e ieri la notizia è stata confermata, con qualche indicazione anche sul modulo di riserva, che sarà molto probabilmente il 4-4-2, anche se non è da escludere il 4-2-3-1. Mihajlovic infatti ha detto di voler sfruttare le due nuove punte e di non amare la difesa a 3.

Tra mercato, dichiarazioni ufficiali e indiscrezioni rivelate anche da Milan Channel, la formazione che è attualmente nella mente del nuovo allenatore del Milan sembra essere piuttosto chiara.

Sugli attaccanti titolari pochi dubbi: la coppia titolare (a meno che non si realizzi il sogno di molti tifosi milanisti, Berlusconi compreso, di rivedere Ibrahimovic in maglia rossonera) sarà composta dai neo-arrivati Bacca e Luiz Adriano. Niang, fresco di rinnovo, e Menez (ammesso che resti) saranno le prime alternative. Difficile però che, dopo una stagione da intoccabile, Menez accetti il ruolo di riserva. La mia impressione è che, se si renderà conto di partire sfavorito nei confronti di Adriano o se arriverà Ibra (che di certo non tornerà per fare la riserva né eventualmente verrà considerato tale da Mihajlovic), chiederà la cessione. Cerci, da tempo dato per partente, anche a detta di Mihajlovic potrebbe (ri)fare la seconda punta ma è chiaro che, anche se Ibra non dovesse tornare, almeno uno tra Menez, Cerci e Matri è destinato a partire. Non rientra tra gli attaccanti e neanche tra i partenti (almeno per ora), El Shaarawy. Ieri, infatti, Berlusconi e il tecnico serbo hanno rivelato che durante il ritiro si tenterà di trasformare El Shaarawy in una mezz’ala (probabilmente sinistra, visto che quella è sempre stata la fascia di competenza del giovane esterno). Bonaventura, invece, secondo quanto aveva rivelato Milan Channel, dovrebbe agire da trequartista titolare, anche perché l’altro posto da mezz’ala sarà sicuramente occupato da Bertolacci e per entrambi l’ex-allenatore della Samp ha speso parole di stima che non lasciano dubbi sul fatto che saranno titolari. Pare confermato Honda, che dunque dovrebbe fare da rincalzo a Bonaventura. Poco chiaro invece il futuro di Suso e Verdi, che hanno espresso, il primo tramite l’agente e il secondo direttamente, l’intenzione di restare in rossonero. In caso di partenza di Menez e mancato arrivo di Ibrahimovic, Suso (che sembra più adatto al ruolo di seconda punta) potrebbe restare, mentre per Verdi credo sia quasi inevitabile una partenza, magari in prestito.

Detto di El Shaarawy e Berlolacci, rimane un solo posto tra i titolari di centrocampo: il rinnovo di De Jong non sembra lasciare molti dubbi sul fatto che sarà lui a occupare il posto al centro del reparto. D’altra parte con due centrocampisti sicuramente adatti per carattere e caratteristiche al sacrificio ma comunque più propensi alla fase offensiva, sembra inevitabile che il terzo posto sia occupato da un giocatore capace di dare equilibrio e copertura. Sembra passato inosservato, invece, il silenzio di Mihajlovic su Montolivo. L’attuale capitano del Milan, per il quale sembrava certo il posto di titolare come centrocampista centrale al posto di De Jong (dato fino a poco tempo fa per partente), sembra invece essere sparito da ogni formazione titolare. Potrebbe rientrare in gioco qualora uno tra El Shaarawy e Josè Mauri non desse abbastanza garanzie come mezz’ala sinistra titolare, portando a schierare Montolivo in quel ruolo o nella fascia opposta, nel secondo caso con Bertolacci a sinistra. L’altra riserva invece dovrebbe essere Poli. 6 centrocampisti potrebbero sembrare posti, trattandosi di un reparto che subisce molte squalifiche e infortuni ma è probabile che Mihajlovic (se è vera questa indiscrezione della Gazzetta dello sport), abbia scelto così perché in caso di emergenza (o di esigenze tattiche) potrebbe arretrare Bonaventura tra i centrocampisti o cambiare modulo.

Per quanto riguarda la difesa, la dichiarazione di Berlusconi sembra chiudere le porte a novità. Il presidente rossonero ha dichiarato che gli uomini in difesa sono abbastanza e non gli si può dare torto, visto che i centrali attualmente a disposizione sono Alex, Paletta, Mexes, Zapata e Albertazzi, dunque 5 per 2 posti. Tuttavia è stato scritto e riscritto da più giornalisti che Mihajlovic vorrebbe un centrale giovane, mancino e dotato di buone doti di regia (richiesta saggia perché nella zona centrale del campo è più opportuno che a impostare l’azione sia un centrale e non un centrocampista di rottura come De Jong). Abdennour è da escludere perché alle squadre italiane è consentito di tesserare solo due extracomunitari all’anno e il Milan ha riempito i posti con la coppia di attaccanti sudamericani (Bacca colombiano, Luiz Adriano brasiliano). Restano tra gli obiettivi, seppur costosi, Romagnoli della Roma e Laporte dell’Atletic Bilbao. A livello numerico, il posto per il nuovo acquisto dovrebbe essere lasciato da Alex, dato da tempo come partente a causa dell’ingaggio (2 milioni netti all’anno) piuttosto elevato per una riserva e sopratutto per l’integrità fisica che sembra aver definitivamente perso. Non è da escludere, però, che l’ingaggio e l’età del difensore brasiliano blocchino la cessione e costringano il Milan a (tentare di) cedere Zapata. Sugli esterni, Abate, fresco di rinnovo ed elogiato sul sito ufficiale in occasione della firma, pare sicuro del posto da titolare, mentre Antonelli (nonostante le ottime prestazioni nei primi 6 mesi della sua nuova avventura rossonera) non viene ritenuto da molti giornalisti gradito all’allenatore come terzino sinistro titolare. Il posto potrebbe comunque essere suo, visto che i pochi nomi accostati al Milan in quel ruolo sono spariti dalle pagine dei giornali e degli esperti di mercato già da tempo. De Sciglio e, in base a quanto detto da Berlusconi, il giovane Calabria faranno da riserve. Anche Calabria (sempre a detta del presidente rossonero) è capace di giocare su entrambe le fasce, pur nascendo come mezz’ala e terzino destro. Zaccardo, reinventato terzino destro negli ultimi anni, potrebbe partire o fare da riserva al posto di Calabria (che quindi resterebbe a disposizione di Brocchi).

Infine i portieri. Confermatissimo, e non potrebbe essere altrimenti, Diego Lopez come titolare. Saggia la scelta del Milan di rinnovare il contratto a Gabriel e Abbiati. Il primo andrà in prestito per un altro anno, potendo quindi completare la sua maturazione, il secondo potrà chiudere la sua carriera al Milan. Il terzo portiere sarà invece Donnarumma, giovane promettente proveniente dalla Primavera, che prenderà il posto di Agazzi, destinato alla cessione.

Ecco quindi una possibile formazione (con riserve tra parentesi) in base allo stato attuale del mercato rossonero.

FORMAZIONE MILAN 2015-16

Milan, pro e contro del 4-2-3-1

Articolo Inzaghi 4231

Mi è piaciuto il discorso di Inzaghi sul 4-2-3-1 perché ha senso voler giocare con 3 tra El Shaarawy, Bonaventura, Menez e Honda (ci sarebbero poi Saponara e Niang a completare il pacchetto) e uno tra Torres e Pazzini davanti.
Avevo molti dubbi su questo modulo per la fase di costruzione, che potrebbe diventare ancora più difficoltosa, ma lo spirito di sacrificio e la personalità mostrate da Menez nell’arretrare e farsi dar palla per avviare l’azione, senza dimenticare le ottime prestazioni anche da falsa prima punta, credo possano portare a buone prestazioni sue e della squadra anche con questo modulo. Giocando al centro dei 3, infatti, Menez sarebbe libero di svariare come gli pare e piace e continuare ad abbassarsi sulla linea dei centrocampisti (a volte anche quella dei difensori) per impostare l’azione. Volendo, si potrebbe dire che il Milan spesso, in fase di impostazione, gioca con un 4-4-2 (sarebbe un 4-3-3 nel caso il modulo base diventasse il 4-2-3-1). Un lavoro (che può fare anche Honda, con Menez esterno destro o a riposo) dispendioso ma molto importante, soprattutto in assenza di Montolivo, e capace di assicurare anche a Bonaventura (e a Saponara quando rientrerà) un certo impiego. In estate mi auguravo uno spostamento di Honda a centrocampo proprio per questa ragione ma Inzaghi sta avendo ragione schierandolo più avanti.
I contro di questo probabile cambio di modulo (Inzaghi lo ha definito un cambiamento naturale per la struttura della rosa ma non semplice per gli equilibri tattici) sono il rischio di avere le fasce meno coperte (i due esterni dovrebbero lavorare molto per aiutare i terzini) e la necessità, con il rientro di Montolivo, di far fare molta panchina a Poli o di utilizzarlo come alternativa di copertura ai 3 davanti cedendo però uno tra Saponara e Niang. Entrambi i contro però ci sarebbero, almeno in parte, anche continuando a lavorare (come progettato da Inzaghi fino alla seconda giornata) su un centrocampo a 3 con Bonaventura mezz’ala sinistra.

Al momento però la priorità è dare maggiore solidità alla difesa. Inzaghi si è preso responsabilità non sue, dicendo di non essere riuscito, nonostante i suoi sforzi, a preparare a dove la difesa per i calci piazzati contro. Atteggiamento di facciata prevedibile che però deve essere tale: i 4 gol presi su cross (2 contro il Parma e due contro l’Empoli) sono tutti dovuti a errori in marcatura di Bonera, che si è dimostrato evidentemente inadeguato. Osservando queste 4 azioni e altre situazioni simili, si può notare che il reparto si è sempre mosso bene, tranne qualche sbavatura di De Sciglio (in evidente difficoltà in queste prime giornate). Il problema quindi potrebbe essere risolto con un semplice cambio di uomini (ieri mancava anche Alex) ma, se così non dovesse essere, opterei per il 3-4-3, che lascerebbe invariato l’attacco e, sacrificando una mezz’ala, permetterebbe l’inserimento di un altro centrale (non ne mancano in rosa) e, in alcune situazioni, l’utilizzo di Armero come esterno offensivo.

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