Lettere da Cnosso. Video-anteprima

Ho creato un video-anteprima di Lettere da Cnosso che contiene 13 poesie.

Nella pagina dedicata al libro (http://www.forme-libere.it/libri/lettere-da-cnosso) potete scaricarne una in formato pdf che contiene le prime 29 pagine del libro. Inoltre, qualora lo vogliate, potete condividere la pagina su Facebook, Twitter e/o Google+ e ordinare una o più copie del libro.

Fatemi sapere cosa ne pensate. E’ il primo video che carico su Youtube quindi perdonate se non è il massimo. Sfrutterò eventuali consigli per produrre poi video migliori.

Buona visione!

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Santi, Inferno, preghiere e tanto altro: le risposte che spesso la Chiesa non vuole dare (o che non le vengono chieste)

Il (mio) Cammino di Santiago: da Madrid a Sarria

01/08/2018

Come detto io e le mie due amiche abbiamo deciso, per ragioni di costi e di tempo, di partire da Madrid, dormire lì una notte e poi andare in treno a Sarria.

L’aeroporto di Madrid è raggiungibile da Roma tramite voli Ryanair e Vueling e ha un collegamento diretto con la metro tramite una linea apposita, la 8.

Trovare l’entrata della metro non è complicato grazie alle indicazioni presenti all’interno dell’aeroporto, più complicato invece capire come fare il biglietto, dato che il personale presente vicino le macchinette parla solo spagnolo. Dopo aver provato a chiedere, quindi, ci siamo arrangiati da soli provando a fare un biglietto alla volta per evitare di sprecare soldi. Siamo così giunti alle seguenti conclusioni, pensando che non sarebbe complicato per il personale memorizzarle in inglese o riportarle in indicazioni tramite cartelli o schermate inserite nella procedura tramite macchinetta:

  • non vengono emessi biglietti cartacei ma solo caricati sulla card (un po’ come avviene a Londra con la Oyster)
  • ci sono due tipi di macchinetta: quelle che permettono l’acquisto solo a chi ha già una card (solitamente hanno una striscia rossa nella parte superiore e una scritta che spiega questo) e quelle che permettono di acquistare la card con contanti e poi, eventualmente, fare anche il biglietto utilizzandola
  • per acquistare il biglietto bisogna selezionare prima la linea e poi la stazione di arrivo. Meglio quindi, come abbiamo fatto noi, verificare prima (anche online) quale sia il percorso migliore per le vostre esigenze.

Nel nostro caso la prima tappa era alla stazione ferroviaria di Madrid per acquistare i biglietti del treno da utilizzare il giorno dopo. La stazione è davvero grande ma non è difficile orientarsi. Qui ci sono macchinette sia per i treni che vanno fuori da Madrid che per le tratte interne alla metropoli. Avevamo già provato dall’Italia a fare i biglietti ma il sito non lo permetteva segnalando che era possibile solo in prossimità della data, senza indicare a quanti giorni/ore di anticipo corrispondesse questa “prossimità”.  Il risultato è stato che le macchinette segnalavano tutti i biglietti per Sarria come esauriti o “non acquistabili dalla macchinetta”. Questo imprevisto ci ha costretti a metterci in fila per parlare con il personale di sportello della stazione. Alla tensione si è aggiunta l’irritazione causata dall’attesa e poi dal fatto che anche il funzionario con cui abbiamo parlato non conoscesse l’inglese (neanche quanto basta per semplici domande su un biglietto da Madrid a Sarria).  Ci siamo fatti capire tra italiano e gesti, riuscendo finalmente ad avere una risposta: biglietti finiti per l’indomani e per i successivi 3/4 giorni. Autobus? Il signore con cui parlavamo non sapeva e così, vista la nostra insistenza, ci ha rimandati a una collega. Altra fila, altra assenza di inglese, altri gesti misti a italiano e qualcosa di spagnolo. Conclusione: esiste una stazione dei pullman, l’Estación Sur de Autobuses, raggiungibile tramite treno e metro scendendo alla fermata Mendez Alvaro (anche queste informazioni potrebbero essere tradotte in inglese e comunicate in qualche modo invece di far perdere tempo e pazienza a tutti ma evidentemente i vertici delle ferrovie spagnole non sono interessati al tema).

Anche il personale delle ferrovie che si trova vicino alle macchinette non parla inglese ma ci ripete di prendere un treno (e non la metro, come chiediamo noi, anche per evitare di avere a che fare con nuove macchinette, nuovi binari, ecc) per arrivare alla stazione, aiutandoci con l’acquisto dei biglietti. Il treno che ci suggerisce di prendere però è già al binario quindi non facciamo in tempo ma, ricordando direzione e nome della fermata, riusciamo a individuarne e prenderne un altro.

Altra stazione altra fila: dopo aver chiesto informazioni al banco informazioni della stazione Sur (la signorina parlava inglese, incredibile!) capiamo che lo sportello che ci serve è l’unico aperto tra quelli di Alsa (la principale azienda spagnola che si occupa di viaggi in pullman). 39 euro di biglietto a testa per la tratta Madrid-Lugo (circa 7 ore di viaggio), poi bisognerà prendere un altro bus per arrivare in mezz’oretta a Sarria. Una bella differenza rispetto alle 3 ore di treno che avevamo pianificato ma non c’è alternativa.

Pranziamo e poi ci rechiamo a piedi in hotel per una doccia e un po’ di (necessario) riposo. Sulla strada compriamo anche chi lo shampoo, chi la crema solare. In albergo, invece, laviamo a mano alcuni vestiti e li appendiamo in modo ingegnoso su ante dell’armadio e finestre. In serata invece, un giro sulla Gran Via, alla Porta del Sol e una cena da asporto a base di tortillas (con una scena paradossale nella quale il ragazzo del bar non capiva “take away” e quindi ha reso necessario l’intervento di un altro cliente per consentirmi di essere capito).

02/08/2018

Sta volta raggiungere la stazione si rivela più semplice, prendendo la metro dalla stazione Sol a quella di Mendez Alvaro. Facciamo colazione e poi circa 7 ore (alle 5 di strada effettive bisogna aggiungere qualche sosta e qualche fermata, l’ultima delle quali a Ponferrada, altra tappa del Cammino di Santiago). Arriviamo a Lugo intorno alle 16,30, aspettiamo un’oretta per il nostro autobus, facciamo il biglietto e finalmente, dopo un tragitto un po’ più lungo del previsto (40 minuti circa) arriviamo a Sarria, alle 19. Circa un quarto d’ora di strada attraverso la cittadina (molto semplice), di cui l’ultimo pezzo in salita, e arriviamo finalmente al nostro ostello, l’Albergue Casa don Alvaro.

Le sorprese, però, non sono finite: quando busso per la seconda, la porta si apre e un signore sulla cinquantina ci chiede chi siamo e dice di non stare aspettando nessuno. Gli assicuro che abbiamo prenotato tre letti e ci fa entrare dicendo che verifica. Non gli risulta niente, io insisto mostrandogli anche l’email di prenotazione e lui sembra convincersi ma poi, facendo altre verifiche, ci spiega che c’è stato un problema: un overbooking causato da un errore loro o da un errore di sistema nel collegamento tra Booking ed Expedia (da qui il mio suggerimento sulla chiamata all’ostello anche quando avrete già prenotato online). Va a parlare con la moglie, torna sotto e dice che troveranno loro una soluzione non essendo colpa nostra. Ci chiede le credenziali, gli confesso che non le abbiamo e temiamo tutt’e tre che il “dispetto” della responsabile per il Lazio della Confraternita di San Jacopo (addetta a rilasciare le credenziali, appunto) possa costringerci a cercare un altro ostello, impresa ai limiti dell’impossibile vista l’ora. Alvaro invece ci rassicura prima sulle credenziali, dicendo che ce le darà lui, e poi sui posto letti, dicendoci che ci darà una camera nel piccolo hotel di fronte l’ostello, anche questo di sua proprietà. Nella sfortuna quindi ci va di lusso: una doppia con un bagno enorme, super attrezzata e subito adattata a tripla con un altro letto.

Non ci resta quindi che farci una doccia, mettere in lavatrice la biancheria sporca e rilassarci un attimo nel giardino dell’ostello. Chiacchierando con Alvaro, che sta annaffiando le piante, sua moglie e alcuni pellegrini che soggiornano all’ostello, finiamo a parlare anche della prossima tappa e, saputo che non abbiamo prenotato l’ostello, ci suggerisce di andare a vedere dal suo computer se ce ne sono di liberi. Su Booking però risulta tutto esaurito, cosa che ci fa temere di dover prenotare necessariamente un albergo. Alvaro però, con la sua infinita gentilezza e molta calma, ci dice che forse può aiutarci chiamando il gestore di un ostello che non è registrato su Booking e non figura tra i risultati di Google in quanto è registrato come bar. Prenota per noi e, per ringraziarlo (ma anche per tradizione) decidiamo di comprare da lui le conchiglie con la croce usate tradizionalmente come simbolo di riconoscimento ma anche come tazzina/bicchiere dai pellegrini.

Risolti i problemi di giornata possiamo finalmente dedicarci al relax e a un pasto degno di questo nome. Girando nei dintorni dell’ostello troviamo un ristorantino con posti a sedere fuori e menu multilingua che ci ispira e ci sediamo. Poco dopo aver ordinato (paella per tutti!), due ragazze si siedono al tavolo accanto al nostro e capiamo subito che si tratta di italiane. Si chiamano Martina e Chiara che, dopo le presentazioni, condividono con noi le conclusioni e i racconti dei loro primi giorni di cammino (sono infatti partite qualche tappa prima di Sarria, se non ricordo male da Ponferrada):

  • utilizzare, almeno per le tappe più lunghe, il servizio di trasporto zaini (di cui avevo già sentito parlare e che dovrebbe costare circa 3 €): è un “taxi per zaini”, nel senso che si può chiamare un numero di telefono e concordare da quale ostello a quale altro fargli trasportare lo zaino, con il vantaggio di essere molto più leggeri lungo il tragitto fino alla prossima tappa. Loro lo avevano già utilizzato, senza problemi e anzi recuperando un po’ di energie.
  • visitare almeno alcune chiese e documentare la visita tramite i timbri, in quanto l’Officina del Pellegrino non vede di buon occhio i pellegrini che compiono il cammino senza visitare luoghi che fanno parte della tradizione (cattolica) del cammino. Va comunque ribadito che in questo senso non c’è una regola scritta ma che comunque questi luoghi, siano o meno considerati sacri, sono luoghi caratteristici delle città e alcuni di questi sono anche interessanti dal punto di vista artistico e/o architetturale.
  • partire prima possibile per sfruttare le ore più fresche della giornata e magari anche evitare quelle più calde.
  • Assaggiare il polpo alla galega/galiziana, cioè una ricetta tipica della Galizia (la regione che comprende gli ultimi 118 km del Cammino Francese): tentacoli di polpo servito con olio e pimentòn (una spezia simile alla paprika), solitamente (anche in quel caso) su un piatto tondo di legno. Per chi lo volesse provare a Sarria il locale dove siamo stati si chiama Meson O Tapas.

Mentre sugli zaini ci siamo subito detti contrari (e siamo stati di parola!), abbiamo accolto volentieri gli altri due consigli, conservando il terzo per le prossime tappe e cercando invece subito dopo cena, di visitare la chiesa più vicino. Purtroppo però era chiusa, quindi anche questa buona abitudine è stata rimandata. Ne abbiamo però messa in pratica un’altra: l’augurio “buen camino” che i pellegrini si scambiano quando si incontrano. Ce lo siamo detti con Martina e Chiara, sperando di incontrarle nuovamente nei giorni successivi.

Rientrati nell’ostello per prendere la biancheria lasciata a lavare veniamo invitati da un gruppo di pellegrini a bere con loro dei liquori fatti in casa: uno simile a grappa, un altro simile a limoncello (ma, mi assicurano, fatto con erbe locali): alcune battute, qualche cicchetto, tante risate e una buonanotte in un’atmosfera davvero piacevole, tra il goliardico e il comunitario.

Per vedere le foto di quanto descritto potete visitare il mio profilo Instagram, marco_nicolosi90, e in particolare questo post.

Il (mio) Cammino di Santiago: quello che i guru delle escursioni non scrivono/dicono

A grande richiesta (e con grande ritardo) comincio il racconto del mio Cammino di Santiago. Non posso farlo però senza prima dedicare un articolo e tutto ciò che precede il cammino vero e proprio, cioè la fase di raccolta delle informazioni, di acquisto dell’attrezzatura, di prenotazioni, di allenamento.

Per una introduzione sul Cammino di Santiago ti rimando alla pagina Wikipedia, come ho fatto anche nei paragrafi successivi, per non dilungarmi su aspetti trattati già ampiamente da altri.

In giro per il web puoi trovare anche tante dritte da parte di persone più o meno esperte di trekking se ne trovano molte, qui citerò quelle che (almeno nella mia esperienza) si sono rivelate più utili e affidabili) e soprattutto ti darò dei consigli ragionando (perché lo ero) da totale ignorante in materia.

IL PERCORSO

Per prima cosa rifletti bene su quale tipo di percorso sia più adatto a te. Ne esistono tanti, i più famosi sono il francese (che parte da Saint-Jean-Pied-de-Port, situato sui Pirenei francesi, ma ha varie alternative elencate nella pagina linkata), il primitivo (che parte invece da Oviedo) e il portoghese (che parte da Lisbona). I percorsi sono definiti perché percorrono sentieri ben definiti e provvisti di pilastrini con il simbolo del cammino, l’indicazione della direzione da seguire e quasi sempre il numero di chilometri dall’arrivo. I vantaggi derivati da questo percorso tradizionale sono che le città che incontrerai, oltre a essere ormai tappe-simbolo del cammino, sono anche diventate quelle più attrezzate per i pellegrini. Seguire da subito uno dei percorsi “canonici” non è quindi solo affascinante e utile per incontrare altri pellegrini, ma anche consigliabile per ragioni pratiche. In linea teorica, però, puoi partire da dove preferisci, l’importante (per ottenere poi la Compostela) è rispettare le seguenti regole (elencate all’interno delle Credenziali del Pellegrino, descritta anche nel sito ufficiale dell’Oficina del Peregrino):

  1. arrivare a Santiago di Compostela (la meta culturale/spirituale/religiosa è il sepolcro dell’apostolo Giacomo, all’ìnterno della Cattedrale, quella “burocratica” è l’Oficina de Acogida al Peregrino, cioè l’ufficio che rilascia la Compostela) avendo percorso
    1. 100 km a piedi
    2. 100 km a cavallo
    3. 200 km in bici
    4. 100 miglia nautiche, percorrendo poi a piedi il tratto dal porto di arrivo a Santiago
  2. “gli ultimi 100 chilometri dovranno essere realizzati per una delle rotte riconosciute come ufficiali dalla S.A.M.I Catedrale de Santiago”, cioè dovranno rientrare in quelle sopracitate o in una delle altre rotte che vedete nelle mappe ufficiali qui
  3. “dovrà figurare il timbro della località (almeno 2 per giorno) con la data, per confermare il passaggio per la località stessa”

 

Elenco ora i “risultati” delle ricerche che avevo fatto prima di partire (e che confermo in pieno dopo aver fatto il cammino):

  1. Per quanto ci si possa allenare, la fatica durante il cammino si sentirà. Fare in media 24 km al giorno è quasi impossibile da simulare perché, con andatura normale (4 km/h) vuol dire camminare circa 6 ore. Inoltre, a meno che non si vogliano spendere 30/40 euro a notte, vi troverete sempre a dormire in camerate da almeno 10 persone e a dover dividere un numero limitato di docce e bagni. Nel mio caso non c’è stato nessun problema, basta non ridursi all’ultimo minuto in ogni cosa. Meglio quindi familiarizzare con questa idea per capire se questo è il tipo di viaggio che fa per te.
  2. Non esiste una scarpa giusta per tutti. eravamo in tanti però a essere d’accordo sul fatto che, se si parte da Sarria o poco prima, per il tipo di sentieri che si incontrano (molto omogeni) e per il numero di tratti con una certa pendenza (pochi in proporzione) una scarpata da trekking (che copre la caviglia ed è più pesante per resistere al contatto con pietre, essendo usata anche per scalate e per escursioni in alta montagna) può rivelarsi un peso (e una spesa) inutile. Io non ho effettivamente avuto nessun problema alle caviglie ma credo che le scarpe abbiano contribuito non poco alla fatica in più che ho fatto rispetto ai miei compagni di viaggio, che con scarpe basse (come queste) andavano più veloci e non hanno avuto comunque problemi di vesciche e/o storte.
    L’unica certezza è che le scarpe NON debbano essere troppo nuove, altrimenti la rigidità farà male ai piedi, dando dolori esternamente o (come nel mio caso) provocando vesciche, problemi particolarmente fastidiosi perché in questi casi il piede avrebbe bisogno di riposo e di aria, invece nel cammino sono quasi sempre “sotto stress”. Se non ne avete di già usate, dunque, compratele almeno un mese prima e usatele il più possibile, anche per tratti brevi (mi rendono conto che non è facile per nessuno avere tempo e modo di fare escursioni). A mio parere in ogni caso è consigliabile portare una scarpa di riserva (o dei sandali) sia da poter mettere durante le tappe in caso di dolori, sia da mettere per girare nei paesi. Sconsiglio assolutamente, soprattutto in caso di vesciche e/o di strade in pendenza, di girare con le infradito.
  3. Confermo che sono necessari: keyway/impermeabile (anche in caso di fresco), magliette tecniche, mollette (per attaccare eventuali panni umidi allo zaino), cappello (meglio se di paglia o da pescatore, dato che camminando tanto tutte le parti del corpo saranno esposte al sole)
    Non strettamente necessari: saponetta (io l’avevo comprata da Tiger e non l’ho neanche lontanamente finita ma va bene anche il sapone liquido, che però, come gli altri liquidi, può essere portato in cabina solo in confezioni di capienza limitata), racchette da hiking/trekking (tanti usano bastoni trovati nei boschi o ne comprano uno lungo il tragitto, io ne ho sentito il bisogno solo in alcune salite ripide), pantaloni lunghi (se non temete di bruciarvi le gambe potrebbero essere solo un peso, dato che il tratto Sarria-Santiago è caldo anche la sera, almeno a luglio-agosto), più di tre cambi (siano magliette o intimo, non serviranno perché è raro che gli ostelli non abbiano una lavatrice), uno zaino da più di 40 litri (se si seguono le indicazioni precedenti)
  4. Capitolo sacco a pelo vs sacco lenzuolo. Tutti gli ostelli in cui sono stato avevano lenzuola usa e getta e coperte in caso di temperature basse e, in ogni caso, il sacco lenzuolo, soprattutto in primavera ed estate, è altrettanto efficace per non stare a contatto con le lenzuola ma decisamente meno ingombrante e pesante. Considerate che il mio sacco a pelo (di circa 2 metri di lunghezza) occupava in verticale circa metà dello zaino e quasi tutta la sua larghezza.

VOLI

Una volta deciso il punto di partenza bisogna prenotare il volo. Per chi, come me, decidesse di partire da Madrid, la scelta sarà fondamentalmente tra Ryanair e Vueling. I miei voli sono stati:

Ryanair Ciampino-Madrid 9.30 – 12.15. Biglietto fatto a marzo a 111 euro ciascuno.

Ryanair Madrid-Fiumicino 20.35 – 23.50. Biglietto fatto a marzo a 61 euro ciascuno.

Le alternative, per chi vuole fare il cammino francese partendo da Sarria o poco prima, sono atterrare a Santiago o a La Coruna.

 

OSTELLI

Se si parte in estate non prenotarli almeno un paio di giorni prima è molto rischioso. Ne trovate molti (non tutti) su Booking ed Expedia, controllate le recensioni e prenotate ma è sempre meglio chiamare per chiedere conferma dell’avvenuta prenotazione. Capisco che pianificare può sembrare limitante e azzardoso ma meglio disdire una prenotazione la sera prima o la mattina  prima dell’arrivo piuttosto che ritrovarsi senza quando si arriva e ormai è improbabile trovarne uno. Prima di chiamare meglio cercare la traduzione delle domande che si vogliono fare perché è probabile che chi vi risponderà non capirà l’inglese e neanche l’italiano in questo caso.

Nel mio caso la scaletta era la seguente:

  1. hola, habla ingles? (salve, parla inglese?)
  2. tienes tres camas para mañana/ pasado mañana/ el dia..? (ha tre letti per domani/ dopodomani/ il giorno…?)
  3. gracias, adios (grazie, arrivederci)

 

ALLENAMENTI

Le Ville e i sentieri un po’ fuori città possono essere un ottimo test per scarpe, zaini e tutto il resto. Infatti è meglio cominciare a testare lacci per tener fermo lo zaino e anche il posizionamento del contenuto. Valutate bene cosa vi servirà durante la tappa e rendete agevole prendere il necessario. Per esempio non mettete le scarpe dietro i vestiti, altrimenti dovreste tirarli fuori per prenderle e rimetterli dentro insieme alle altre scarpe. Consiglio anche di fare alcune prove nel piegare il sacco a pelo/lenzuolo nel caso per voi fosse la prima volta. Cercare di capirci qualcosa alle 6 del mattino non è piacevole e sarebbe peggio piegarlo male e ingombrare eccessivamente lo zaino.

A Roma c’è l’imbarazzo della scelta, io ne ho fatto una andando all’Appia Antica e altri 2/3 a Villa Pamphili.

 

ATTREZZATURA

Amazon è comodo ma è molto meglio vedere e, per quanto possibile, provare tutto ciò che non avete già (e che comunque va provato, soprattutto se si tratta delle scarpe) prima di acquistarlo.

Da Decathlon si trova praticamente tutto tra reparto hiking, trekking e (per magliette, pantaloncini e scarpe da ginnastica) running.

 

ALTRO

Dati e chiamate: Non servono SIM o piani tariffari particolari. Il roaming ormai è diffuso e, salvo alcune eccezioni applicate dai singoli operatori, permette di usare la propria offerta anche in Spagna, Francia e Portogallo (in quanto paesi UE) esattamente come se si fosse in Italia. Meglio comunque informarsi per non avere imprevisti.
In caso di mancanza di dati, nessun paura: tutti gli ostelli dove sono stato e di cui ho sentito parlare hanno il wifi e, proprio come in Italia, anche tanti bar e ristoranti.

Pagamenti: la maggior parte degli ostelli permette di pagare anche con la carta ma consiglio di portarsi un po’ di contanti perché (come potete immaginare) i banchetti lungo i sentieri raramente lo permettono e sarebbe frustante dover rinunciare a uno spuntino nel momento del bisogno per mancanza di contante. Segnalo anche che per un’amica si è rivelato impossibile prelevare nei vari sportelli bancomat mentre le carte Unicredit non hanno problemi.

 

Regole/pseudo tali degli ostelli:

  • si va a dormire alle 22.30, il che significare fare silenzio e non accendere le luci.
  • in alcuni è obbligatorio lasciare all’ingresso le scarpe utilizzate lungo la tappe per evitare di sporcare
  • avevo letto in giro che è vietato dormire due notti nello stesso ostello ma questa a quanto pare è più un’abitudine dei pellegrini che una regola. A Finisterre, infatti, non ci sono stati problemi nel prenotare due notti nello stesso ostello.

Regole/pseudo tali delle chiese:

  • Alcuni parroci delle chiese cittadine non vedono di buon occhio la frequentazione del cammino da parte di persone non cristiane, potrebbero quindi “pretendere” che seguiate la messa prima di “concedervi” il sello (timbro).
  • Altri potrebbero presentarvi come obbligatorie, anche se in versione “light” le regole degli antichi pellegrini (preghiera, digiuno, solitudine, silenzio e abbandono di una dipendenza).

In entrambi i casi non date loro troppo peso, il cammino va vissuto senza costrizioni, l’importante è avere rispetto per gli altri pellegrini e le persone che si incontrano lungo il percorso.

Alla prossima con il racconto dell’arrivo al nostro punto di partenza (Sarria)!

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